Expo, 11 giugno: “National Day” della Santa Sede

di del 9 giugno, 2015

Giovedì 11 giugno, Expo Milano 2015 metterà al centro dell’Esposizione mondiale la Santa Sede, presente con un proprio Padiglione, il cui tema è condensato in due frasi bibliche: “Non di solo pane vive l’uomo” e “Dacci oggi il nostro pane”. Le parole sono scritte lungo tutte le superfici esterne del Padiglione in 13 lingue, con l’intento di ricordare ai visitatori che ce n’è uno necessario all’anima.

National Day della Santa Sede. In questa data, di fatto, si terrà il National Day della Santa Sede, caratterizzato da due appuntamenti, presso l’Auditorium. Alle 11:00, si esibirà l’Orchestra Sinfonica Esagramma (www.esagramma.net), diretta da Licia Sbattella, che eseguirà – per la prima volta – un nuovo arrangiamento dell’Inno Pontificio ad opera di Mons. Pierangelo Sequeri, fondatore dell’orchestra. Esagramma nasce dall’esperienza del Centro di clinica, ricerca e formazione per il disagio psichico e mentale che ha posto al centro della propria attività le potenzialità del linguaggio musicale. A tal proposito, è importante sottolineare che Papa Benedetto XVI fu entusiasmato dalla loro musica, tanto da volerli al grande incontro del 2007, a Loreto, all’Agorà dei giovani. L’esibizione dell’orchestra, inoltre, sarà inframmezzata dalle relazioni del Card. Gianfranco Ravasi, Commissario Generale della Santa Sede; di Mons. Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato; del Card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana; del Card. Angelo Scola, Arcivescovo di Milano.

Il Cortile dei Gentili: i volti della Terra. Il secondo appuntamento pubblico, presso l’Auditorium, sarà “Il Cortile dei Gentili”, intitolato: “I volti della terra”, che avrà luogo alle 16:30 e vedrà un dialogo tra il Card. Gianfranco Ravasi; Giuliano Amato, Presidente della Fondazione Cortile dei Gentili; l’ambientalista francese, Nicolas Hulot, Commissario Generale della Conferenza Mondiale 2015 sul Clima. La moderatrice sarà Monica Maggioni, direttore di Rainews24.

Perché “I volti della Terra”? Papa Francesco, all’inaugurazione dell’Expo, ha rivolto a tutti un accorato appello affinché si recuperasse la «coscienza dei volti», a cominciare da «i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano». Egli, quindi, ha denunciato il «paradosso dell’abbondanza», per cui mentre la Terra – che rimane sempre nostra madre e sorella – continua ad offrirci cibo ed acqua sufficienti per tutti, assistiamo allo scandalo della fame e della malnutrizione di intere popolazioni, provocato non dalla penuria di cibo, ma da un’ingiusta e disuguale distribuzione dei beni naturali.

I temi della Santa Sede. Il tema della Santa Sede è declinato attraverso quattro dimensioni: ecologia (“Un giardino da custodire”); economia solidale (“Un cibo da condividere”); educativa (“Un pasto che educa”); religiosa-teologica (“Un pane che rende Dio presente nel mondo”).

Un giardino da custodire. L’evento della creazione è il racconto del primo gesto di nutrimento e di cura da parte di Dio nei confronti degli uomini. Il creato ci è stato affidato da Dio come un dono, perché lo custodissimo: si tratta di un mondo da contemplare e non da consumare.

Un cibo da condividere. L’esperienza cristiana imprime al tema del nutrire una declinazione relazionale, di comunione e solidaristica. Dio si serve del cibo per mostrare la concretezza del legame che ha istituito con il popolo d’Israele, segno del suo affetto e della sua predilezione. Gesù fa sua quest’attitudine, chiedendo che tale atteggiamento sia a loro volta fatto dai discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare!» (Mt 14,16).

Un pasto che educa. Per la fede cristiana, il cibo è il crocevia di una serie di legami (tra Dio e gli uomini; degli uomini tra di loro; con il creato), generatori di pratiche che maturano le persone e ne arricchiscono le identità. In altre parole, attraverso la disciplina del cibo, l’uomo può imparare molto a proposito del suo legame con il creato, come anche sulla sua relazione con Dio.

Un pane che rende Dio presente nel mondo. La pratica del pasto è diventata presto, nell’esperienza di fede – prima ebraica, poi cristiana – luogo di memoria, rimando alle grandi gesta di Dio, come monito e insegnamento per gli uomini. Il pasto rituale è divenuto così il luogo in cui si rivela il bene che Dio nutre per gli uomini; e, allo stesso tempo, il luogo di verifica dell’accoglienza di questo dono. Questo perché il cibo, il pane, vengono assunti dentro la fede cristiana a simbolo stesso della presenza di Dio tra noi.

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