Bergoglio al RnS: «Pentecoste 2017, il “Giubileo d’Oro”»

Pentecoste 2017, il “Giubileo d’Oro”. Una storia d’amore, quella del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), «una grande forza al servizio dell’annuncio del Vangelo, nella gioia dello Spirito Santo» (cf. Papa Francesco, Stadio Olimpico, 1 giugno 2014), lunga quasi cinquant’anni; «una corrente di grazia nella Chiesa e per la Chiesa» (ivi), nata «da una volontà dello Spirito», che ha rinfrancato milioni di cuori, donato luce, salvezza, guarigione e liberazione a centinaia e centinaia di fedeli, peccatori, “esclusi”, “ultimi”; talvolta, finanche i cuori di chi, superbamente, credeva di essere “invincibile” ed “insuperabile”. In altre parole, servendosi di questo “movimento ecclesiale”, lo «Spirito del Dio vivente» ha scritto la Sua più inspiegabile storia d’amore «non su tavole di pietra, ma su tavole di cuori umani» (2Cor 3,2). La 38° Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo si è conclusa da qualche giorno, ma tornano ancora alla mente i sorrisi, la gioia, le lacrime di gioia (anche quelle del Padre Celeste, in Piazza San Pietro!), le orazioni, le invocazioni, le «opere meravigliose di Dio» (1Pt 2,9), proclamate il 3 e il 4 luglio scorsi, rispettivamente, a Piazza San Pietro e allo Stadio Olimpico.

Il Rinnovamento: i Padri e la storia. In occasione della Pentecoste del 1975, il Beato Paolo VI ebbe a dire: «Come potrebbe questo “rinnovamento spirituale” non essere una chance per la Chiesa e per il mondo? […] Deve ringiovanire il mondo, ridare una spiritualità, un’anima, un pensiero religioso al mondo, deve riaprire le sue labbra chiuse alla preghiera e aprire al canto, alla gioia, all’inno, alla testimonianza». E ancora: il 23 novembre 1980, San Giovanni Paolo II, incontrò, per la prima volta, 20mila membri di 450 comunità del RnS. Passarono sei anni e il 17 novembre 1986, il popolo del RnS si ritrovò di fronte a Papa Wojtyla, il quale chiese di «essere al servizio del Regno di Cristo, secondo le indicazioni dello Spirito in comunione di fede, di pensiero e di disciplina, con i pastori della Chiesa». Detto, fatto: è il medesimo San Giovanni Paolo II ad invitare il Rinnovamento, a Piazza S. Pietro, in occasione della Pentecoste (29 maggio 2004), a cui diede un mandato ben preciso: «Un invito ai fedeli a “ritornare al Cenacolo”», perché, «uniti nella contemplazione del Mistero eucaristico, intercedano per la piena unità dei cristiani e per la conversione dei peccatori». Da questo momento, al “bambino” – ossia, al RnS – diventato “adulto”, fu assegnato un servizio ben preciso, esplicitato dal Papa Emerito Benedetto XVI, il 26 maggio 2012: «‘Adulto’ – spiegò – non è colui che non è sottoposto a nessuno e non ha bisogno di nessuno; ‘adulto’ – cioè maturo e responsabile – può essere solo colui che si fa piccolo, umile e servo davanti a Dio, e che non segue i venti del tempo». Poi, la dritta: «Siate cristiani gioiosi!». Profetiche e memorabili saranno le parole indirizzate al Movimento da Papa Bergoglio, lo scorso anno, allo Stadio Olimpico (1 giugno 2014), innanzi ad oltre 52mila «discepoli di Gesù», come osò definire gli astanti il Presidente, Salvatore Martinez: «Aspetto da voi che diate una testimonianza di ecumenismo spirituale con tutti quei fratelli e sorelle di altre Chiese e Comunità cristiane che credono in Gesù come Signore e Salvatore».

«“E adesso cosa dobbiamo fare?” (At 2,47)». È stato l’interrogativo di Salvatore Martinez e dell’intera équipe del RnS, a conclusione della scorsa Convocazione; tuttavia, malgrado le tante difficoltà riscontrate, nelle parole del Presidente, «abbiamo deciso di tornare a Roma, sfidando mille insidie e contrasti, per fare della nostra 38° Convocazione un “inedito racconto”, un’opportunità per dire al mondo la bellezza di un cristianesimo vivo e per essere segno di quella “Chiesa in uscita missionaria”». E, a proposito di Piazza San Pietro, il Presidente ha palesato che «questa (riferendosi alla Piazza, ndr) è una delle poche al mondo in cui è possibile dire la fede pubblicamente». Pertanto, da quest’ingegno spirituale, da queste parole infuocate d’amore, e sospinto dal suggerimento di Papa Francesco, Martinez ha dato vita al concerto “Vie di unità e di pace. Voci in preghiera per i martiri di oggi e per un ecumenismo spirituale”, che ha visto la partecipazione di artisti del calibro di Andrea Bocelli, Don Moen, Darlene Zschech, timonato dal volto di Raiuno, Francesca Fialdini. Presenti vescovi e delegati ortodossi, copti, evangelici, luterani, tutti cinti intorno al Santo Padre, per disporre all’attenzione pubblica «il grande dramma delle persecuzioni religiose e la necessità di praticare un “ecumenismo di sangue” ed “ecumenismo spirituale”».

LA PREGHIERA E GLI INDIRIZZI DI PAPA FRANCESCO
Zampillanti – come le gocce d’acqua piovana, che hanno irrorato l’asfalto cocente della Piazza – le parole di Papa Francesco: «Gesù, Signore, Tu hai chiesto per tutti noi la grazia dell’unità in questa Chiesa, che è Tua. La storia ci ha divisi. Gesù – ha proseguito – aiutaci ad andare sulla strada dell’unità e di questa diversità riconciliata. Dacci l’unità di tutti i cristiani».

La tentazione dei “leader”…“servitori”. «Esiste – cari fratelli e sorelle – una grande tentazione per i “leader” – lo ripeto, preferisco il termine “servitori” –, e questa viene dal demonio. Il demonio li porta a voler essere quelli che comandano, quelli che sono al centro, e così, passo dopo passo, scivolano nell’autoritarismo, nel personalismo e non lasciano vivere le comunità rinnovate nello Spirito. Questa tentazione – ha ammonito il Santo Padre – fa sì che sia eterna la posizione di coloro che si considerano insostituibili, posizione che sempre ha una qualche forma di potere o di sovrastare sugli altri. L’unico insostituibile nella Chiesa è lo Spirito Santo, e Gesù è l’unico Signore». Poi ha puntualizzato: «Si deve mettere un tempo limitato agli incarichi, che in realtà sono servizi. Un servizio importante dei leader, dei leader laici, è far crescere, maturare spiritualmente e pastoralmente coloro che prenderanno il loro posto al termine del loro servizio». «Questa tentazione – ha rimarcato – ti fa passare da “servitore” a “padrone”. Questa tentazione ti fa scivolare nella vanità».

L’unità, l’ecumenismo spirituale e “di sangue”. «Voi carismatici – ha affermato il Pontefice – avete una grazia speciale per pregare e lavorare per l’unità dei cristiani, perché la corrente di grazia attraversa tutte le chiese cristiane. “Ma, Padre, io posso pregare con un evangelico, con un ortodosso, con un luterano?”. “Devi, devi, avete ricevuto lo stesso Battesimo”. “Ma, Padre, per questo dobbiamo firmare un documento?”. “Ma lasciatevi portare avanti dallo Spirito Santo; prega, lavora, ama e poi lo Spirito farà il resto!”. Il lavoro, per l’unità dei cristiani, incomincia con la preghiera. Unità – ha aggiunto – perché il sangue dei martiri di oggi ci fa uno. “Ma ci sono differenze!”. Lasciamole da parte, camminiamo con quello che abbiamo in comune, che è abbastanza: c’è la Santa Trinità, c’è il Battesimo. Il fiume – ha postillato – deve perdersi nell’oceano; se diventa fermo, si corrompe». Pertanto, «se questa corrente di grazia non finisce nell’oceano di Dio, lavora per se stessa e ciò è opera del Padre della menzogna».

Il “Giubileo d’Oro”: l’invito a Pentecoste 2017. A margine del suo intervento, un invito: «E poi, se il Signore ci dà la vita, vi aspetto tutti insieme all’incontro dell’ICCRS e della Fraternità Cattolica, che già lo stanno organizzando; tutti voi e tutti quelli che vogliono venire a Pentecoste, nel 2017, qui, in Piazza San Pietro, per festeggiare il “Giubileo d’Oro” di questa corrente di grazia». E, per concludere, il segno promesso dalla famiglia del Rinnovamento, le Bibbie al cielo: «E con le Bibbie, con la Parola di Dio, andate, predicate la novità che ci ha dato Gesù. Predicate ai poveri, ai ciechi, agli emarginati, ai malati, a tutti gli uomini e le donne. In ognuno c’è lo Spirito, dentro, che vuole essere aiutato a spalancare la porta per farlo rivivere.

Anche il Segretario Generale della Cei, Mons. Nunzio Galantino ha espresso la sua gratitudine al Rinnovamento, nella giornata del 4 luglio, allo Stadio Olimpico, «perché – ha esplicitato – l’esperienza fatta con tanti di voi mi ha fatto incontrare persone che amano la Chiesa e un movimento ecclesiale che accoglie con attenzione e vive la comunione come “carisma”». Ha poi invitato tutti, a Piazza San Pietro, il 3 ottobre, «per pregare con i vescovi» e «accompagnare i lavori del Sinodo attorno al tema della Famiglia».

Salvatore Martinez: “Fratelli, non soci!”. Attesa, commovente e particolarmente partecipata è stata la relazione conclusiva del Presidente, Salvatore Martinez, sul tema: «“Il mio volto camminerà con voi” (Es 33,14). Il RnS corrente di grazia nella Chiesa e per la Chiesa (Papa Francesco)». Attualizzando concretamente le parole indirizzate al Movimento da Bergoglio, in merito al “leader/servitore”, Martinez ha rimarcato: «Nessuno di noi faccia soffrire i propri fratelli, imponendosi. Non siamo una dittatura. Nessuno di noi faccia soffrire i fratelli, proponendosi. Non siamo un partito. Non siamo un club, dove scade la tessera. Nessuno “s’impadronisca” dei fratelli o li sottoponga a discernimenti che soffocano lo Spirito. Successivamente, ringraziando il Santo Padre, «che ha avuto il coraggio di dire che il RnS non è solo per noi ma è per tutta la Chiesa», il Presidente ha evidenziato che «noi, prima che strutture, siamo relazioni», e, che, nel RnS, «nessuno di noi ha affianco un “socio”, bensì un fratello, un padre». Infine, riproponendo le parole di Francesco, ha chiosato: «Lasciate “scorrere il fiume”, altrimenti, il Rinnovamento cerca la propria gloria». Sarà compito dello Spirito capire come, dove e quando: «Lo Spirito muove, rimuove (gli ostacoli, la sporcizia, la paura) e commuove. Non stancatevi di chiedere allo Spirito che questa corrente sia sempre più pura!».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *