Oggi, “Giornata Mondiale del Creato”. Messa su Tv2000

di del 1 settembre, 2015

“Un umano rinnovato per abitare la terra”. È questo il titolo della 10 Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, istituita dal Consiglio Permanente della Cei, il 23 gennaio 2006, e celebrata, oggi, 1 settembre 2015, da Papa Francesco, nella Basilica Vaticana, in comunione con la Chiesa Ortodossa. Vivere la vocazione di essere «custodi» dell’opera di Dio è «parte essenziale» della vita di ogni cristiano, chiamato ad una vera e propria «conversione ecologica»: con queste parole, indirizzate ai cardinali Peter Turkson e Kurt Koch, presidenti, rispettivamente, dei Pontifici Consigli “Giustizia e pace” e “Unità dei cristiani”, il Sommo Pontefice promuove questa Giornata di preghiera, perché – ha esplicitato nell’ultima Udienza, in Piazza San Pietro – «vogliamo pregare per il superamento della crisi ecologica che l’umanità sta vivendo in tutto il mondo».

Quest’anno, a dare un particolare significato alla Giornata per la Custodia del Creato ci sono l’Enciclica “Laudato si’” – incentrata interamente sulla questione ambientale –, il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale (“In Gesù Cristo, il nuovo umanesimo”, Firenze, 9 – 13 novembre 2015) e il Giubileo della Misericordia, che si aprirà l’8 dicembre 2015.

L’appello dei Vescovi: “Un umano rinnovato”. «L’orizzonte del Convegno Ecclesiale di Firenze orienta la Chiesa italiana ad una rinnovata meditazione dello stile di umanità che scaturisce dalla contemplazione di Gesù Cristo, il Figlio di Dio» – si apprende dal Messaggio dei Vescovi. «Come ci ricorda il Papa – continuano –, Gesù “invitava a riconoscere la relazione paterna che Dio ha con tutte le creature e ricordava loro con una commovente tenerezza come ciascuna di esse è importante ai suoi occhi” (Lettera Enciclica, “Laudato si’”, n. 14). Un creato, dunque, da gustare in tutta la sua bellezza ed in rendimento di grazie, da abitare con coraggio, sobrietà e in solidarietà con i poveri, entro la grande comunione delle creature. Un creato riconosciuto, alla luce della Pasqua, come la grande opera del Dio uni-trino, vivificata e condotta a compimento dallo Spirito creatore (cf. Rm 8,19ss)». L’obiettivo: «abitare la terra con una sapienza capace di custodirla come casa della famiglia umana, per questa e per le prossime generazioni». Ciò che urge – avvertono i Vescovi, in comunione con Bergoglio – è una vera e propria “conversione ecologica”: «occorre tornare ad apprendere cosa significhi sobrietà, ripensando anche i nostri stili alimentari, privilegiando, ad esempio, le produzioni locali e quelle che provengono da processi rispettosi della terra».

Le “Cinque vie” di Firenze 2015 per la Giornata del Creato. I Vescovi ritengono opportuno rileggere le “Cinque vie” di Firenze 2015 in relazione alla Giornata per la Custodia del Creato, col proposito di essere «una Chiesa che sa uscire da ambiti ristretti, per assumere il creato tutto – anche nelle ultime periferie – come orizzonte della propria missione e della propria cura; una Chiesa che sa annunciare il Vangelo, come buona novella per l’intera creazione, come orientamento ad un umano capace di coltivarla in modo creativo e rispettoso; una Chiesa che abita la terra, come sentinella, custodendone la bellezza e la vivibilità, come tante forme di sfruttamento rapace ed insostenibile, contro le diverse forme di illegalità ambientale; una Chiesa che educa – con parole, gesti e comportamenti – a stili di vita sobri sostenibili, amanti della giustizia ed allergici alla corruzione; una Chiesa che trasfigura il creato, celebrando il Creatore e facendo memoria del suo dono nell’Eucarestia, spazio di benedizione vivificante».

L’urgenza di un’“ecologia umana”. Questi temi sono molto cari al Pontificato di Bergoglio, il quale, nell’Udienza generale del 5 giugno 2013, evidenzia come il mondo stia «vivendo un momento di crisi: lo vediamo nell’ambiente, ma, soprattutto, lo vediamo nell’uomo. La persona umana, oggi, è in pericolo; ecco l’urgenza dell’ecologia umana! E il pericolo è grave perché la causa del problema non è superficiale, ma profonda: non è solo una questione di economia, ma di etica e di antropologia». Ciò che dominano – osserva Papa Bergoglio – sono le «dinamiche di un’economia e di una finanza carenti di etica», giacché a comandare «non è l’uomo», bensì «il denaro». Eppure, evidenzia, Dio «ha dato il compito di custodire la terra non ai soldi, ma a noi: agli uomini e alle donne», i quali sono sacrificati «agli idoli del profitto e del consumo: la “cultura dello scarto”». «La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare specie se è povera o disabile, se non serve ancora, come il nascituro, o non serve più, come l’anziano» (Papa Francesco, Udienza generale, 5 giugno 2013).

L’invito di Papa Francesco sul futuro del pianeta. Il monito del Successore di Pietro, riscontrato, soprattutto, nella sua ultima Enciclica, “Laudato si’”, è «rispettare e custodire il Creato», promuovendo una «cultura della solidarietà e dell’incontro», unendo «tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale», attraverso un «dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta», con la certezza «che le cose possono cambiare». Di fatto, in vista «dell’assunzione di stili di vita coerenti», il Papa ha dunque indetto la Giornata per la Cura del Creato, celebrando la Santa Messa, questo pomeriggio, nella Basilica Vaticana, in diretta su Tv2000, a partire dalle 16:45.

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