Roma, “38a Convocazione RnS”. L’invito di Salvatore Martinez

di del 23 giugno, 2015

Salvatore Martinez, dal 1997, presiede il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Movimento ecclesiale – «nato da una mozione dello Spirito», come suole definirlo – che, in Italia, registra circa 1900 gruppi e comunità, oltre alle otto missioni all’estero e a svariati centri di formazione e promozione umana. Laureato in Paleografia e Filologia Musicale all’Università di Pavia, Salvatore Martinez, dal 1996, è sposato con Luciana Leone, con la quale condivide l’impegno nel RnS.
Nel 2008, è stato nominato da Benedetto XVI Consultore del Pontificio Consiglio per i Laici, incarico confermato, nel 2014, da Papa Bergoglio. Dal 2009, è anche Consultore del Pontificio Consiglio per la Famiglia, e, dal 2012, Consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Dal 2012, è Presidente della Fondazione Vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth”.

Con lui, abbiamo argomentato la tematica della Nuova Evangelizzazione e descritto la 38a Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, che si terrà il 3 e il 4 luglio prossimi, a Roma, con Papa Francesco.

Presidente, il “Grande Timoniere”, il Beato Paolo VI, il 29 novembre 1972, in occasione dell’Udienza generale, affermò: «La Chiesa ha bisogno della sua perenne Pentecoste. Ha bisogno di fuoco nel cuore, di Parole sulle labbra, di profezia nello sguardo». A suo giudizio, queste parole sono ancora attuali e in quali termini?
«Sin dal suo sorgere, la Chiesa ha coltivato e promosso la “spiritualità del Cenacolo” e ancora oggi occorre “ripartire dal Cenacolo”. Per attuare quel rinnovamento spirituale richiestoci da Papa Francesco abbiamo bisogno di riscoprire il cuore della nostra fede, risentire vive le ragioni “pasquali e pentecostali” suscitate in noi dallo Spirito Santo. Un legame indissolubile, infatti, esiste tra Pasqua e Pentecoste, quel tempo di cinquanta giorni che le separa non è affatto accessorio nella vita della Chiesa. Non c’è vera Pasqua senza il suo compimento nella Pentecoste! Sia la Pasqua, definitiva rivelazione del mistero di Cristo, che la Pentecoste, definitiva rivelazione del mistero dello Spirito, hanno la loro preparazione nel Cenacolo di Gerusalemme. In quel Cenacolo, con l’istituzione dell’Eucaristia, la Chiesa è “sacramentalmente” costituita e attraverso le lingue di fuoco della Pentecoste è “carismaticamente” inviata a tutte le genti. Questa è la Chiesa sognata da Gesù, la vera opera di rinnovamento da Lui procurataci con la sua morte, resurrezione ed effusione dello Spirito».

Papa Francesco e i giovani. Sovente, li incita a “prendere il largo”, ad annunciare il Vangelo della gioia, con parresìa, a non lasciarsi intimorire dalla devastante corruzione, bensì a credere nelle proprie vocazioni e a lottare con la «spada dello Spirito» (Ef 6,17). Cosa opina a tal riguardo? E cosa insegna Lei ai giovani delle sue platee?
«Avere a cuore il futuro delle nostre società e comunità vuol dire necessariamente investire sul presente dei giovani e prendersi cura di loro oggi, facendo in modo che non perdano la speranza in questo tempo che li vede spesso emarginati e sfiduciati. Già nel 1984, in un periodo non ancora segnato dall’attuale crisi spirituale e morale, San Giovanni Paolo II affermava: «I capi non s’improvvisano, soprattutto in epoca di crisi. Trascurare il compito di preparare nei tempi lunghi e con severità d’impegno gli uomini che dovranno risolverla, significa abbandonare alla deriva il corso delle vicende storiche». Nell’emergenza dominante provocata dall’assenza di “padri”, in questa dilagante “orfananza” spirituale, educativa, affettiva che affligge i nostri ragazzi, credo che urga accompagnare, stare accanto, fornendo criteri, punti di riferimento, strumenti per interpretare la realtà e le sfide del mondo. Sono molti di più di quelli che pensiamo i giovani pronti a incarnare la loro fede nel tempo e nella storia e noi adulti abbiamo il dovere di incoraggiarli!».

In qualche suo convegno, ricorrendo alle parole del cardinale e arcivescovo polacco, Stefan Wyszyński, ha detto: «La gente dice che il tempo è denaro; io, invece, capisco che il tempo è amore». Cosa intende dire, concretamente, visto che la nostra società – spesso – rincorre il successo, il denaro e la vanagloria?
«Dobbiamo guardare al radicalismo evangelico di Gesù, al suo paradosso quando afferma che «a chi ti vuole chiamare in giudizio per toglierti la tunica» dovrai «lasciare anche il mantello» (cf Mt 5,40). Gesù ci dice che la vita “è dono” e vale nella misura in cui “si fa dono” e impreziosisce di sé il mondo, comunicando tutto il bello, il buono, il vero che è ancora dentro l’uomo e che risveglia la coscienza sociale delle nostre città e comunità. Di fronte alle piaghe sociali del nostro tempo decadente, come la prostituzione, la pedofilia, il femminicidio, i furti, lo sperpero di denaro pubblico e privato, la corruzione, c’è bisogno di evidenziare il bene che resiste nelle comunità, nelle famiglie, in coloro che adorano un unico Dio e non tanti idoli che inquinano la nostra vita. In Dio è la misura giusta della nostra vita terrena che ci permette di vivere la realtà con i suoi occhi; fare a meno di Lui vuol dire entrare in una logica disumanizzata e distruttiva».

“Uscire”, “annunciare”, “abitare”, “educare”, “trasfigurare”: sono le “cinque vie” del prossimo Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze (9 – 13 novembre 2015). Secondo Lei, come potrebbe essere vinta l’odierna crisi antropologica?
«I verbi proposti dalla Traccia preparatoria del prossimo Convegno ecclesiale di Firenze sottolineano il dinamismo richiesto dalla causa della “nuova evangelizzazione”. Dinamismo è volontà di riuscire, fiducia di farcela non fondata sulla propria abilità, ma sulla fede in Dio. Bisogna lavorare con entusiasmo, con gioia, con energia reale, con la potenza dello Spirito. Combattere la crisi che ci attanaglia vuol dire lavorare in modo creativo e perseverante, non arrendersi davanti agli ostacoli, non cedere mai al timore e alle preoccupazioni. Gesù non si ferma davanti a nulla; anche nel gesto estremo della morte va fino in fondo. Egli ci ha dato il suo Spirito per assegnare un compito a ciascuno di noi: fare discepoli, salvare anime. Questa è la nostra missione. «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù»: inizia così il “manifesto programmatico” di Papa Francesco, l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, in cui Papa Francesco chiede a tutta la Chiesa e ai credenti un vero “rinnovamento spirituale” che possa redimere le povertà e le emergenze spirituali più disparate che spengono la speranza nel cuore dell’uomo».

«“Popolo di Dio: proclama le Sue opere meravigliose! (1 Pt 2,9)”». È il tema della 38a Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (3 – 4 luglio 2015), che si terrà a Piazza San Pietro (3 luglio) e allo Stadio Olimpico (4 luglio), e che, come lo scorso anno, vedrà la partecipazione di Papa Francesco. A chi è lontano dalla fede, a chi – per ragioni diverse – l’ha persa, quali “opere meravigliose” il Rinnovamento può – o “deve” – proclamare? E poi, se è d’accordo, lanci un invito.
«Le Convocazioni Nazionali del RnS rappresentano un’esperienza personale profonda del grande miracolo dello Spirito Santo che ha il potere di farci risorgere e rinascere a vita nuova. Anche quest’anno, migliaia di persone potranno “vedere, toccare, ricevere” la potenza d’amore di Gesù vivo, che ancora converte i cuori, libera dal male, guarisce dalle malattie. Dopo lo storico evento del giugno 2014 con il Santo Padre allo Stadio Olimpico, quest’anno Papa Francesco ci invita a gridare la nostra gioia per Gesù in piazza San Pietro il 3 luglio 2015, a realizzare “con Lui” il desiderio espresso lo scorso anno al nostro indirizzo di diffondere la pratica dell’“ecumenismo spirituale”. Il Concerto di preghiera e testimonianze per i martiri di oggi e per un ecumenismo spirituale, in programma alle ore 16, vedrà la presenza di Andrea Bocelli, Noa, Don Moen e Darlene Zschech; sarà aperto a tutti, chiunque potrà accedere liberamente in piazza ed unirsi al popolo del RnS, attendendo l’arrivo del Papa previsto per le ore 18. La Convocazione proseguirà il 4 luglio allo Stadio Olimpico con un programma davvero carismatico in cui interverranno ospiti e testimoni internazionali: il Card. Angelo Comastri, Vicario del Papa per la Città del Vaticano; padre Ermes Ronchi, predicatore e scrittore, Jose H. Prado Flores, fondatore della Scuola di Evangelizzazione Sant’Andrea (Messico); Madre Verónica Berzosa, fondatrice dell’Istituto “Iesu Communio” (Spagna); Gilberto Gomes Barbosa, Presidente della Fraternità Cattolica delle Comunità di Alleanza. L’invito, infine, è a non “lasciarsi cadere le braccia”, come afferma il profeta Sofonia (cf Sof 3,16). Lo Spirito ha il potere di vincere tutte le crisi in atto, di rigenerare il bene comune, di ridestare nuovo slancio testimoniale. Per questo abbiamo bisogno di “rinnovamento”. Tutti, continuamente, mostrando la bellezza del Vangelo vissuto insieme».

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