Card. Ravasi: “Biennale d’Arte di Venezia 2015”

di del 13 aprile, 2015

«Prosegue, dopo l’esperienza del 2013, la volontà di ristabilire il dialogo tra arte e fede, così come continua a rivelarsi densa di vitalità l’esigenza di interrogare, in un ambito del tutto internazionale, la relazione tra la Chiesa e l’arte contemporanea». Ad affermarlo è stato il Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, durante la Conferenza Stampa di Presentazione del Padiglione della Santa Sede alla 56ma Edizione della Biennale d’Arte di Venezia, dal tema: «In Principio…la Parola si fece carne».

«Il riferimento alla Genesi costituiva, nel 2013, l’oggetto di una riflessione che trova ora nel Prologo del Vangelo di Giovanni, un nuovo termine di confronto», ha dettagliato il Card. Ravasi, esplicitando che «di quest’ultimo si evidenziano due poli essenziali: la Parola trascendente che è “in Principio”, e, allo stesso tempo, rivela la natura dialogica e comunicativa del Dio di Gesù Cristo (vv. 1 – 5), e la Parola che si fa “carne”, corpo, per portare la presenza di Dio nell’essenza dell’umanità, soprattutto lì dove essa appare ferita e sofferente (v. 14)». Inoltre, ha postillato Ravasi, «la ricaduta verso l’immanente si esprime in termini pressoché visivi nella parabola del Buon Samaritano, assunta in questo contesto come ulteriore suggestione tematica e completamento prospettico. Le pagine del Vangelo di Luca – ha evidenziato – consegnano l’immagine di un Dio presente all’interno di un’umanità vessata nella sua condizione umana».

I poli e gli artisti. «Due sono i poli intorno a cui ruota e prende forma il progetto del Padiglione della Santa Sede: il Logos e la carne – ha specificato la Dott.ssa Micol Forti, Responsabile Collezione Arte Contemporanea dei Musei Vaticani –. Il Logos – ha aggiunto – stabilisce un rapporto, un’armonia, una mediazione; la carne impone un’immanenza, una traccia, un processo di incarnazione.

Tre gli artisti, tutti giovani, di diversa provenienza, esperienza, visione etica ed estetica. La prima artista è Monika Bravo (www.monikabravo.com), colombiana di nascita (Bogotá, Colombia, 1964), internazionale di formazione e americana d’adozione. Le sue opere, spesso eseguite col supporto di schermi, proiezioni, sistemi digitali, mirano a rintracciare gli elementi comuni da cui nascono le diversità, nella convinzione che i linguaggi delle arti possano parlarsi nonostante la distanza di tempi e luoghi. L’opera realizzata per il Padiglione Vaticano s’intitola Arche-types. The sound of the world is beyond sense.

La seconda artista è Elpida Hadzi-Vasileva (www.elpihv.co.uk), macedone di nascita (Kavadarci, Macedonia, 1971), vive e lavora in Inghilterra. Per le sue installazioni monumentali o manifatturiere, Elpida mescola metalli preziosi, prodotti alimentari o resti organici. Ognuno di questi elementi – recuperato da prodotti di scarto di processi industriali – viene trattato, purificato e rigenerato in una materia nuova. L’opera realizzata per il Padiglione Vaticano s’intitola Haruspex, realizzata con scarti di stomaci e intestini di animali.

Il terzo artista è Mário Macilau (www.mariomacilau.com), fotografo trentenne, africano (Maputo, Mozambico, 1984). Vive e lavora a Maputo. Con lui la “carne si fa storia”: lo scatto, di fatto, racconta la condizione degli uomini e adolescenti provati dall’oppressione dell’ingiustizia e dal disagio della povertà. «È – secondo il parare di Micol Forte – “il fotografo delle periferie”, se volessimo impiegare il linguaggio di Papa Francesco». Il suo sguardo si concentra sul reale: racconta la gestualità dei rituali, il mondo dei preadolescenti, la vita dei lavoratori minorili, le storie dei ragazzi di strada che Macilau ha seguito dall’Africa al Sud America. La fotografia è uno sguardo senza veli. L’opera realizzata per il Padiglione Vaticano si compone di dodici scatti e appartengono alla serie Growing on Darkness.

Il Catalogo. Il Catalogo del Padiglione della Santa Sede è curato da Elisabetta Cristallini e Micol Forti, edito da Gangemi Editore. Il volume – in edizione bilingue italiano/inglese – è dedicato ai tre artisti e alle tappe espositive del Padiglione.

Gli Sponsor. «Sono stati finanziati (dagli Sponsor, ndr) circa 400mila euro», ha precisato il Card. Ravasi, e, in particolare, dalla Banca Intesa Sanpaolo.

Presente pure Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia.

Per il dialogo con il pubblico, è attivo un profilo Twitter: @PadVat_Biennale

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