Expo 2015, Mons. Pompili: “La Chiesa sfama il Paese”

di del 15 aprile, 2015

«La presenza della Santa Sede all’Expo 2015 ha anche un valore simbolico, poiché non si tratta soltanto di un Padiglione accanto ad altri, ma di una presenza d’eccezione, attenta a tutto ciò che il cibo rappresenta per gli uomini». Ad averlo asserito, a chiare lettere, è stato il Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario Generale della Santa Sede per l’Expo 2015, aprendo la Conferenza Stampa di Presentazione della struttura alla kermesse milanese. «La prima volta della Santa Sede all’Expo – ha ricordato il porporato – risale al 1851, sotto il pontificato di Pio IX, quando fu allestito un padiglione all’Expo di Londra; nel 1964, in occasione dell’Expo di New York, per il padiglione della Santa Sede fu addirittura trasportata “La Pietà” di Michelangelo ospitata dalla Basilica di San Pietro».

Il titolo del Padiglione. «Il Padiglione – ha dettagliato il Card. Ravasi – avrà come titolo due brevi citazioni bibliche: “Non di solo pane” e “Dacci oggi il nostro pane”, affermazioni che rimandano sia ad una visione ampia e integrale dei bisogni umani sia ad una concretezza che non dimentica la quotidianità con la sue esigenze. Quattro i punti cardinali: “un giardino da custodire”; “un cibo da condividere”; “un pasto che educa”; “un pane che rende Dio presente nel mondo”.

I costi del Padiglione. Il Cardinale, peraltro, ha reso manifesto la cifra del Padiglione, pari a 3 milioni di euro, sostenuta in parti eguali dalla Santa Sede, dalla Cei e dalla Diocesi di Milano.

Mons. Domenico Pompili: l’impegno delle Caritas. «Expo 2015 – ha spiegato Mons. Domenico Pompili, Sottosegretario della Cei –, intende immaginare un’altra giustizia alimentare, mettere a confronto Paesi di diverse aree geografiche su come migliorare la food security. Ma anche ripensare il ruolo di scienza e ricerca, indispensabili allo sviluppo di tecnologie per la gestione dei rischi. Oggi, in Italia – ha proseguito il Portavoce della Conferenza Episcopale Italiana – oltre 4 milioni di persone (di cui il 70% cittadini italiani) sono sotto la soglia della povertà alimentare. E queste persone vengono sostenute nei loro bisogni primari da quasi 15.000 strutture caritative territoriali».

Centri di Ascolto Caritas. «Occorre ricordare – ha esplicato Mons. Pompili – che nel 2014 le richieste espresse nel complesso italiani e stranieri ai Centri di Ascolto Caritas si riferiscono soprattutto a beni e servizi materiali. Queste, da sole, rappresentano il 73% del totale. Percentuale in crescita, rispetto al 2013, in cui già il 50% degli interventi era rivolto a questo genere di bisogno».

L’azione della rete ecclesiale. «Più in dettaglio – ha specificato il Sottosegretario della Cei -, in termini di progettualità sviluppate dalla rete ecclesiale – e, in particolare, dalle Caritas –, si possono distinguere da un lato quelle sul piano culturale e, dall’altro, quelle orientate ad attivare processi e percorsi tradizionali e innovativi per il reperimento delle scorte alimentari da destinare ai poveri. Nel nostro Paese – ha chiosato Mons. Pompili – non è in atto un’emergenza alimentare in senso stretto – imputabile ad una riduzione delle quantità di cibo disponibile – quanto un’emergenza economica, che sta determinando significative conseguenze anche sul piano alimentare. Dunque, l’aumento di persone che richiedono aiuti alimentari è sintomo di un problema anzitutto di natura economica, sicché sempre più persone, strette nella morsa della crisi, rinunciano in toto o in parte agli acquisti alimentari».

Mons. Luca Bressan: «Dio si fa pane per noi». Presente, alla Conferenza, anche Mons. Luca Bressan, Vicario per la Cultura dell’Arcidiocesi di Milano, il quale ha asserito: «“Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4) testimonia come la religione è il cibo dell’anima, senza il quale ogni individuo è meno persona, è meno capace di abitare tutta la profondità del suo essere umano. L’Expo 2015 svela l’anima mistica dell’uomo, per rispondere all’invito che Dio ha rivolto a tutti gli uomini: sedersi alla sua tavola e spezzare il suo pane per loro».

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