Nuovo naufragio nel Mediterraneo, dispersi 50 migranti

Il canale di Sicilia si trasforma ancora una volta in una tomba per decine di uomini donne e bambini che scappano da guerre e disperazione: l’ennesimo naufragio di migranti – ormai se ne conta quasi uno a settimana – è avvenuto ad una quarantina di miglia dalla Libia, non molto lontano dal punto dove il 5 agosto scorso è affondato un barcone con a bordo oltre 600 persone, almeno duecento delle quali sono finite in fondo al mare. Stavolta i dispersi – quasi sicuramente morti – potrebbero essere almeno 50, secondo il racconto fatto dagli stessi sopravvissuti agli uomini della Marina Militare che li hanno soccorsi e salvati.Il gommone su cui viaggiavano, hanno detto, era partito dalla Libia ma ad un certo punto della navigazione ha iniziato a sgonfiarsi. Un problema non nuovo visto che ormai da mesi i trafficanti di uomini che operano sulle coste libiche utilizzano gommoni monocamera, con un fondo formato da un paio di assi di legno e nient’altro. Bare galleggianti che vengono riempite di 100-120 migranti per viaggio, con un motore 40 cavalli e due taniche di benzina: basta una scintilla di sigaretta, un oggetto appuntito che struscia, anche involontariamente, sul galleggiante, è il disastro è fatto. Il gommone va a fondo in pochi minuti. Così, probabilmente, è accaduto oggi e solo la prontezza degli uomini della Marina Militare ha consentito di evitare che di questi disperati non si sapesse nulla, come accaduto già altre decine di volte. L’elicottero di nave Mimbelli, in perlustrazione nella zona, ha infatti avvistato il gommone in difficoltà e ha subito lanciato le zattere di salvataggio.

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