Sardo rapito in Libia, ansia a Capoterra

di del 22 luglio, 2015

Tapparelle chiuse. E silenzio intorno al civico 12 di via Carbonia, stradina del quartiere di Liori a Capoterra. Fausto Piano, supervisor della Bonatti, è uno dei quattro italiani rapiti in Libia. E da quando, nella palazzina a due piani del centro alle porte di Cagliari e a pochi chilometri dalle spiagge di Nora, Pula, Santa Margherita e Chia, è arrivata la brutta notizia le ore sembrano non passare mai. Perché sono ore di angoscia.
I familiari non parlano con la stampa: suggerimenti della Farnesina, dicono. “Non abbiamo nuove informazioni – dice al telefono un parente che è andato a trovare la famiglia Piano – sono tutti in ansia, non hanno voglia di parlare con nessuno”. Ma il tono e le parole sono molto chiare: quelli che sta vivendo la famiglia, si intuisce dalla breve chiacchierata con il militare, sono momenti terribili. Il quartiere lo conosce bene: Fausto è originario del paese, non è uno di fuori. Lontano dalla sua Capoterra è andato per lavorare.

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