Strage tribunale: ‘Rovinato,mi sono vendicato’

di del 10 aprile, 2015

“Un uomo sta sparando al secondo piano, chiudetevi dentro!”. Correva con le braccia alzate per richiamare l’attenzione e gridava con la paura negli occhi una giovane avvocatessa che era riuscita a salire due piani di corsa e ad arrivare al quarto, quello della Procura. Solo una delle tante immagini del terrore che ieri mattina Claudio Giardiello, immobiliarista a processo per bancarotta e poi killer per “vendetta”, ha deciso di spargere nei sette piani del Palazzo di Giustizia di Milano, dove, armato di pistola e con una “freddezza inquietante”, ha sparato tredici colpi, ammazzando tre persone, tra cui un giudice, e ferendone altre due, tra cui suo nipote.

Prima di venire arrestato a Vimercate, ad una trentina di km da Milano, dopo una fuga durata quasi un’ora. Nessuno degli avvocati, dei magistrati, dei testimoni e dei cancellieri che sono entrati nell’aula della seconda sezione penale al terzo piano avrebbero mai pensato, come le altre centinaia e centinaia di persone che ogni giorno frequentano il ‘Palazzaccio’ milanese, che avrebbero visto “così tanto sangue e l’inferno”, come ha raccontato uno di loro.

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