“Taglio delle tasse senza precedenti”, critiche dall’opposizione

di del 20 luglio, 2015

La “rivoluzione copernicana” in tema di tasse, l’abolizione dell’imposta sulla prima casa, l’approvazione della legge sulle unioni civili entro l’anno, l’accoglienza per i migranti e altro ancora. Il discorso di Matteo Renzi all’assemblea del Pd a Milano non poteva che scatenare una pioggia di reazioni. Se da una parte il premier incassa il plauso quasi unanime del suo partito, dall’altro deve fare i conti con le critiche delle opposizioni.

Berlusconi: “Qualcuno ci crede davvero?” – Ed evocato, Berlusconi si affretta a ricordare: “Le tasse sulla casa le abrogammo noi nel 2008. Ho sentito Renzi fare una delle solite promesse: nei prossimi 3 anni un taglio di 45 miliardi di tasse. C’è qualcuno che crede che lo possa fare davvero? Noi, lo dico ora, siamo pronti a votare quei provvedimenti se venissero presentati, perché non siamo come la sinistra del tanto peggio tanto meglio”. Da Forza Italia arrivano anche le parole di Renato Brunetta (“Renzi è in un mare di guai e risolve le cose a modo suo, con l’annuncite. È malato cronico, mortale, di annunci”), Mara Carfagna ( “Andata in scena una nuova puntata del Renzi Show”) e Stefania Prestigiacomo (“Dal palco dell’Expo arriva l’ennesima bufala di Renzi, ma stavolta non c’è bisogno di provare per credere che tutto si trasformerà in una bolla d’aria”).

Salvini: “Noi pronti a sostituire Renzi” – Non si è fatta attendere nemmeno la risposta di Matteo Salvini, tirato in ballo dal premier nel suo discorso. “Renzi ridotto all’insulto per contrastare la Lega è una cosa tristissima per tutti gli italiani. Noi pronti a sostituirlo”, dice il leader del Carroccio. E a destra polemizzano anche il leader dei Conservatori e Riformisti Raffaele Fitto (“La vera missione di Renzi, ora, non è risolvere i problemi degli italiani, ma portare avanti un opaco calciomercato di palazzo”) e il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni (“Pagliacci senza decoro”).

Civati: “Renzi è uscito dal centrosinistra” – Le parole di Renzi a Milano non convincono neppure Pippo Civati (“Più che essere usciti noi dal Pd, è Renzi che è uscito dal centrosinistra”), Scelta civica (“Bene la centralità data al tema della riduzione delle tasse, male l’assenza di parole chiare sul fatto che l’accoglienza non può continuare ad essere gestita con condomini residenziali e alberghi”, dice il segretario Enrico Zanetti) e Sel (“La solita minestra riscaldata sulla sinistra che ama perdere. Con queste temperature non era lecito aspettarsi molto di più. Ma non posso che ripetere che l’unica sinistra che perde è quella che per governare si trasforma in destra”, commenta il coordinatore Nicola Fratoianni).

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